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mercoledì, 20 agosto 2008
Mi convinco che sì

A pg. 96 di Lettera a un bambino mai nato ci viene spiegato che, prima di morire, “Ho da battermi contro le comodità dei punti esclamativi, ad esempio, ho da indurre la gente a porsi più perché”.

 

Ecco, non mi sembra che invece verso il suo tramonto la (già allora antipaticissima) Fallaci aiutasse la gente a chiedersi questo o quel perché. Sono le cose che fanno paura della vecchiaia in prospettiva, questo e che si finisce per credere in Dio. Alla fine si sprizza odio e paura dappertutto. Forse sono anche la stessa cosa. O forse lei intendeva che odiare a morte i musulmani e incitar la gente a cacciarli a calcinculo fosse un gran bel perché. Perché?

Il libro è molto bello e doveroso, e avanti sul buio del tempo in cui è stato scritto, almeno quanto lei è, ripeto, molto antipatica. Trovi una persona così, prima gli dai un pugno e poi chiedi come sta. Non c'è, non c'è altro modo.

 

Stasera ritorno lassù. Ce la faccio. Ce la faccio. Stasera non mi perdo. Se se. Non mi perdo. Grrrr.

Non mi perdo >:(

Aggiornamenti irregolari. Me che perdo la testa dietro ragazze, prati, rocce. Solite cose.

 

PS: ma voi avete mai provato a vedere una partita di hockey su prato femminile? Con quel sito di Olimpiadi Rai c'è di che smarrirsi per sempre...

Postato da: bastax a agosto 20, 2008 14:10 | link | commenti (3)
libri, perché, autogeno

martedì, 19 agosto 2008
Questo ERA un post da scrivere

Potevo fare tutto e invece no. Nulla di originale. Per intanto questo. Ma non ho capito, scherzano... non scherzano? E comunque rende. Non rende? Basta distrarsi un attimo... che non succede nulla, e tutto torna come prima.

Devo smettere di andare in giro di notte a cercare di schiacciare i ratti con la macchina.
Nemmeno ci son riuscito. E sì che io ho accelerato...

Eravamo qui con Nosferatu, una sinfonia dell’orrore (uh, che sottotitolo carino!), no?

 

 Parto da Aosta e c’è la straSuperLuna della morte bellissima e profumata, una patacca brilluccicante che mi dice che domani sarà una giornata limpidissimissima. Io borbotto, che me ne devo andare via, e solo perché di solito non bestemmio. Tanto. Brwlghlwlgh.

La valle il profilo la luna dei monti le stelle e tutte quelle cose lì. Brwlfghlbr lacrimuccia. Di buono che non mi perdo a Chivasso. Sbaglio, ma non mi perdo. Mi perdo dopo, così, per coerenza (volessi andare a Caselle apposta non credo riuscirei altrettanto bene quanto ho fatto). La differenza tra su e giù è che su c’è la Lunamortebellissima, qui ci son greggi di nuvole che le sbadigliano davanti. Che poi rimpiango il su senza aver là nulla da fare. Ma non riesco a farne a meno.

In agosto-città non mi ero trovato da parecchio. Ci sono di buono le vie deserte in pieno giorno, da seguire per chilometri i fili del tram senza vederne nessuno. Di male il fatto che al supermercato non c’è il pane, e mangio solo banane verde evidenziatore fosforescente da 10 giorni. Che per uno che mangia di frutta (quasi) solo banane è un problema, di gusto oltre che logistico (Kome-Kazzo-Si-Apre!). Quando dico che mangio (quasi) solo banane mi tornano in mano: a) battute maliziose eheheh-uhuhuh; b) ragionamenti sul fatto che io, no di certo, non ho sicuramente carenze di potassio! Li trovo entrambi ordini di considerazioni stupidi, a dir poco.

C’è di buono che ci si può recare in Drogheria, tra i locali più fffffffighi per aperitivo (non fraintendiamo, mi ci portano; e comunque ci si mangia bene), e trovare addirittura posto senza sbattersi. OOOOh, yeahhhh, così mi piace. Ah, però manca la celeste cameriera gnocca, un segno meno. Lei manca, e vabbè, ma soprattutto quest’individuo mi affianca di tavolo

 

La mia amica lesbica ha l’onere di rendermi nota l’esistenza del dj TuryMegazeppa (urliamo tutti qui STOCAZZOOOO!!!), perché lei è addentro alle tutto che scorre dell’esistenza e certe cose le sa. Il problema è che il Dj, oltre a far discorsi idioti che a scaglie e frammenti mi arrivano sull’house elettronica e il fatto che non ha dormito, dal vivo è MOLTO peggio che in foto. Orsù, procuriamone anche un Myspace, lo spirito c’è. E più ciccio, assai, con camicia aperta e tette al vento. E io starei mangiando (stesso locale dove la volta scorsa c’era il non meglio identificato Agnelli – solo celebrità, chez nous).

Il destino (o Dio, o Brahma) vuole che per fortuna abbiamo al tavolo l’amico estremista protestante (quindi la Madonna e i Santi vengono subito squalificati. Pagani di merda), che se vi manca un pezzo delle Bibbia ve lo spiega lui (a memoria). Il quale viene portato nel vortice del discorso su colpa e libero arbitrio in fatto di orientamento sessuale dalla lesbica. E assicuro che io stesso nemmeno impegnandomi in passato sono riuscito a far avere alla mia amica così tanta ragione. Segnalo anche che per la Bibbia adulterio e assassinio pari sono (minchia), e che TuryDj se si fosse unito al dibattito sarebbe stato con noi, coi buoni, quelli cooooooool (testuale: è un gran frocio, amica dixit).

Poi basta, sono sprofondato, ho dormito in fondo al mare e stamattina mi sono risvegliato e tutto era di nuovo al suo posto. Umpf. Non mi piace sprofondare. È quacosa di simile al girare in tondo su di un punto fisso. E nemmeno organizzare le cose per gli altri.

Non c’è nulla a cui pensare. Qui.

 

Attenzione perché per la prima volta la Rai ha fatto una cosa giusta assai con 8 canali in streaming per vedere TUTTO o quasi delle Olimpiadi. Poi il fatto che io son così stupido da aver disinstallato i driver dell’audio del mio Acer è un altro discorso. Ma non ci arriva la gente a non disinstallare quel che OVVIAMENTE serve? Ma io non lo so…

Postato da: bastax a agosto 19, 2008 00:05 | link | commenti (3)
vip , torino, deserto, omosessualità, aperitivo

domenica, 17 agosto 2008
Sostanzialmente vado su quando sto giù

Sì ma potevi però provarci …

 

Distratto, sono distratto.

Si vede, sì che si vede, mentre perdo i fili dei discorsi che si ingarbugliano a tavola. E non sono spaghetti.

Ci sono Botticelli e Andrea Del Castagno, nei discorsi, sdraiati che sorseggiano un pastis. Mi sa di no.

Disamoro, mi innamoro, che troppo spesso, si vede, che siamo distratti e mi innamoro. E mi sento questa pletora di chimico reazioni che scoppietta in testa. Mi piace no. No.

Bisognerebbe andare ad Aosta a vedere il criptococco. Eh? Il criptoportico. Eh? Ma che è?

Non lo so, sono distratto però ho ragione. Vai davanti alla cattedrale ed è a sinistra; facile, chi viene?

Ho cavato qualcosa dall’unica compagnia che avevo qui. Ora so che quando si va al mare bisogna lasciare la camicia in macchina, per poter uscire dall’acqua, camicia, e andare all’aperitivo. Perché quest’anno va di moda camicia e costume da bagno. Non è una cattiva ragazza, vive solo in un mondo che respira soldi, e se ne rende conto solo in parte. E so che uno che si chiama tipo Filippo e sta tipo in Un posto al sole è un cocainomane e puttaniere. Perché l’ha visto lei a Porto Qualcosa, e riuscite a capire che delusione è stata? (Potrebbe non chiamarsi Filippo e recitare altrove, non ricordo per davvero).

Mi si vede distratto e qualcosaNONandante. Mi spiace solo per chi mi contorna. Già. Di affetto, tutto sommato immeritato. No no, davvero, ho ragione. Insisto.

L’unica via di fogo e sfiga, no pardon, volevo scrivere di sfogo e fuga (di sfuga e figa?) è andar su. A delle ore stupide. Strade stupide. Ma lo faccio con rassegnazione ostinata, come si potrebbe provare a scavare un tunnel con le mani. Per non pensare e martellare tutto fuori dalla testa. E arrivo alla croce e la bacio e vaffanculo. Qui davanti ho la Grand Murailles, a me piace il Cervino ma anche il Piccolo Cervino, quello a destra del grosso

 

Più o meno quel che vedevo dalla cima

E scendo e supero chiunque e a volte li prendo pure per il culo.

Hai visto che vai di corsa tu? Mi fa uno dei tre signorotti che c’erano in cima.

Eh, ma io lo so che scendo di corsa. Era di voi che non potevo saperlo;)

È la parte migliore, gente che si scansa e si abbarbica a lato sentiero. Se non vi spostate vi calpesto (megalomane) come le merd... ops. Questa comunque di solito non la dico.

 

Che dirne? Nemmeno ricordo se lo consigliava Cinemax o il mio blog nazista preferito (no, sul serio), l’ho trovato in lingua originale sottofrancesato (pure male). Non saprei che scena descrivere, mi sento insufficiente a esprimere così tanto sangue. Riderissimo, i giapponesi sono matti. La mano fritta nell’olio bollente dopo esser stata impastellata? I chiodi piantati nella faccia? Corpi sventrati da ogni lato, volti sezionati, non alla julienne ma quasi. E dovunque cascate, ma nemmeno, getti a pressione arteriosa, onde di sangue che tutto dipinge. Io credo che Tarantino quando l’ha visto ci si è fatto una sega davanti. Davvero, lo trovo così ovvio. Che il film stesso pullula di citazioni e omaggi a Quentin medesimo. Basti pensare che il clan yakuza dei cattivi si chiama Hattori Hanzo. E mi spiace ma questa se non la sapete (come chi è Hattori Hanzo?) peggio per voi. Comunque e magari, vi cerco un video per rendere un minimo. Eccolo, è BBBBellissimo!! Prendetelo con lo spirito giusto; al solito, se fa schifo il sangue finto meglio di no. Ma lì è esser pignoli…

 

Stanotte torno a Torino per pochissimi giorni lavorativi (3?). Visto che va implementata l‘operazione statale by night, il piano prevede:

-recarsi ad Aosta dopo cena

-NON visitare il cripto-checazzoera, perché è chiuso. Ma ci torno altra volta. Chi viene?

-Vedere Nosferatu (espressionismo tedesco, Murnau, 1919, ricordo giusto?) musicato dal vivo a questo festival, che altri anni per distrarmi dal fatto che qualche lei non ci stava (più) frequentavo spesso assai. Quest’anno lei non c’era e scarsa era la mia motivazione di partire e andare solingo. E comunque io Nosferatu l’ho già visto, ci mancherebbe.

-Verso le 23.30 dire ciaociao all’arco, imboccare la superstatale della supernotte e non superfermarmi finché non farà supercaldo in pianura e non dovrò o pisciare o fare la superinversione a U in Corso Regina per superparcheggiare. Supertrooper, anche.

Capisco la delusione, ma NON mi perderò a Chivasso, in quanto, appurato che il luogo è incantato e abitato da troll e unicorni a pois, ci si perde solo venendo in su, e in giù no. Vallo a capire, boh.

L’arrivo è previsto (beh, speriamo) per le 2. Grazie per aver scelto la superstatale. Autostrade per l’Italia s’incula. Dlin dlon.

 

PS: leggere i blog che leggo di solito salvandoseli per vederli dopo offline è mortificantISSIMO!!

Sembra sempre di aver qualcosa da dire. E non si può. A Torino forse ho Internet. Forse no:(

Ufficialmente dichiaro UFFA.

 

Postato da: bastax a agosto 17, 2008 16:55 | link | commenti (4)
gore, montagna, solo, sangue, reazione, io , su

giovedì, 14 agosto 2008
Esecrabile

... che mi andava di dirlo

C’era la luna che spuntava dal monte di profilo ed incendiava le nuvole. Dovreste immaginare come se fosse una mia mano con un cavatappi acciaio inox al posto dell’anulare. Mhsì. Da piantare, no, conficcare in testa.

Con i miei piani che falliscono sempre. Sono il mio vezzoVizzio (bi-zeta solo perché suona meglio). Mi piace una di cui non aggiungo altro solo in quanto non ho voglia di sentirmi biasimare (ancora) più di quel che posso io stesso. È incredibile come quel che si legge influenzi nel breve termine un modo di scrivere. Al liceo leggevo tantissimo il giorno prima dei temi per prendere un voto in più. Mica so se mai è servito.

Me ne stavo così, tranquillo e bel bello, a cancellare me medesimo, ci vuole pazienza; senza pensieri a parte la noia, che arrotolavo poi svolgevo da maestro, lo vedo benissimo quando gli altri invidiano il modo bellissimo mio di far niente. Perché loro non ci riescono, e allora si inventano un punto d’onore di trovare un impiego anche per me. Invece è stata piuttosto una frustata al cervello. Fatto male.

Trovo un fantasma in uno spiazzo buio, lungo lungo a guardare le stelle sotto una coperta bianca. Come potevo salutarlo, nemmeno si capiva chi fosse…

Tutta la sera mi sono piazzato in una sorta di panopticon visivo (chi cita il panopticon è perché se la tira, solo e soltanto. Sempre) a figurarmi un piano degno di tal nome.

Io non devo immaginare.

Non devo immaginare.

Non devo immaginare quel che potrebbe succedere. Colpa dei film romantici. O dei film porno. O è la stessa cosa.

È quel che mi ammazza, immaginare. Poi non c’era, e sono stato triste e sollevato, e ho guardato le ombre dandogli dei nomi. So praticamente di tutto il paese che ha fatto stasera. Chi ha fumato una sigaretta. So che chi usa la pila lo disprezzo, dal cuore, ed è un disprezzo che non capisce nessuno. E so quanto è bello vedere l’elettricità correre su di un filo.

Non sono entrato in un bar dove qualcuno sostanzialmente mi tocca ammettere che mi aspettava. Ok, a volte aspettano anche me. Non sono stato cortese. È stato più forte di me, la compagnia che stava a corollario mi respingeva. Repellente.

La situazione politica nella mandria di mucche davanti a casa è agitata e confusa. I dieci giorni che sconvolsero il mondo possono ricominciare da un momento all’altro. Il Ministro Frattini ha telefonato dalle Maldive, mentre una creola del posto gli faceva un pompino, e ha assicurato che le mucche di pura razza italiana saranno tratte in salvo al più presto. Nella valle si attendono corna e sangue.

I piani non riescono mai. Io odio me, e viceversa e al quadrato, quando proietto gli avvenimenti in avanti. Non sopporto la sicurezza nelle persone. Per le cazzate, vero, ma vorrei avere le sicurezze di un terrorista.

Ecco, mi hai tolto la musica e sono soffocato.

Vorrei di un piano poter dire sia riuscito perfettamente. Ferpettamente. Dov’era? Asterix… Asterix…

 

(fate uno sforzo, immaginatela più grande)

Qui ho sempre un coltello svizzero in tasca. Ho sempre avuto gente che me lo chiedeva per giocarci, e quindi tagliarsi. Non so se ho reso loro un buon servizio porgendoglielo. Avrei voluto piantarmelo in testa. Avrei voluto desiderarla e farla mia. Avrei voluto rinunciare a tutto, e lasciare che nessuno mi parli come sempre. Sono davvero bravo a respingere, se vi trovaste nell’ottica giusta (come a dire quella sbagliata) vi congratulereste voi anche. Stiamo a giocare coi periodi ipotetici. Ho paura che arrivi il raddoppio del problema ma è solo una speranza mia sepolta. Comincio a credere di essere coerente solo fuori.

Perché mai dovrei laurearmi? Trovo mille e due scuse, e questa sera ho calpestato sassi assaimente più maturi di me.

Alla faccia della bassa natalità, questo paese pullula di cani e bambini. Molto a mio modo, ma un po’ razzista lo sono. Odio cani, bambini, italiani e spagnoli. Se mi viene in mente altro aggiungo.

 

Tranne quando mi danno 8 carte in mano, e posso chiamare contro il mondo, mi sono accorto di giocare a perdere. O di non giocare.

 

Intanto questo. Vin Diesel spacca tutto. In particolar modo, quando uccide un nemico inculcandogli una tazza da tè sul cuore. Vado a prendere una tazza da tè e comincio a darmela in testa. Ho ancora voglia di esplosioni, mi devo riprendere. Magari in french.

 

No tempo per rispondere. Mi sento una merda.

Due cose ho capito dell'amore dal punto mio di vista:

-che è monodirezionale;

-che non è amore, ma si va avanti con quel che non si ha.

Domani cambierò. Ragazza. Idea. Non lo so.

Ora neanche ricordo quel che ho scritto.

 

Postato da: bastax a agosto 14, 2008 21:47 | link | commenti (4)
innamorato, io

lunedì, 11 agosto 2008
Parole. nastro asfalto km 140 (senza perdersi)

Bombardato dal videoterrorismo telegiornalistico, quello del venerdì da bollino rosso sulle strade e sabato da nero, la giuria si riunisce mentre svuoto il frigo mangiando cose-a-caso tutte insieme e delibera. Delibera che la musica elettronica è la musica della maturità dell’individuo (e io che c’entro allora?), la musica dell’indovinello della Sfinge e quella che non avrebbe ballato il giovane Holden (eh? Ma perché poi?).

No, delibera di partire per la montagna dopo cena. Ma tanto dopo cena, e di metterla in culo a variopinti bollini e mezzobusti bellimbusti. 23.40, per il solito trip in statale.

Ora, sono 3 settimane che salgo e scendo come una pendola rotta. Perché cazzo devo continuare a perdermi a Chivasso? Ma che è, Chivasso, poi, con un nome così? Anzi, se qualcuno di Chivasso fosse sì gentile da passare da qui, e spiegarmi come faccio a Chivasso a prendere la Torino-Aosta, ecco, ne sarei solleticamente compiaciuto.

Forse se io scrivo tantissime volte Chivasso quelli di Chivasso che scrivono Chivasso in gOOOgle mi trovano e vengono in mio soccorso dipingendo dei segnali arancioni per terra sulle strade (di Chivasso).

È impossibile. Tutte le strade trovo, ovunque potrei andare, tranne la mia. Mi trovo in una stradina che si fa sempre più stretta, che la mia Corsa nemmeno ci sta più tutta, sono le 0.33, mi son perso da un paio di quarti d’ora e mi sfreccia affianco una centrale elettrica, di quelle con schiere di tralicci abnormi e cartelli tipo “Morte!!!”, “Teschio!!!”, “Pirati della Tortuga!!” e “Peste vi colga”. Aggiungerei un cartello “Garagulp!!”. Tutt’intorno il nulla, iperesteso e tridimensionale, che sbadiglia e mi scherza. Dal canto mio nemmeno so da che parte son girato. O meglio, lo so, perché la stella polare la ricevo forte e chiaro, prendi le ultime due del Carro Grande e prolunga, ma può essere che sia più utile a chi galleggia come massimo nell’Oceano Indiano e come minimo nella vasca da bagno di mio cugino, piuttosto che a chi sia sperso… boh, manco so dove. Mi sfrecciano paia di lepri davanti. Sembra un videogame 90’s. Mi sfreccia un deciso sconforto. Potrebbe sfrecciarmi davanti qualsiasi cosa, ormai e per quel che ne so. Dei bufali. Degli gnù. Degli Incas. Dei canguri. La diligenza di Ombre rosse inseguita dagli indiani. Ma sai che forse sto girando a spirale?

Giungo in un ridente paesino di nome Boschetto. Stocazzo (sic). Chi mai l’avrebbe detto di finire a Boschetto? C’è una sagra, le luci, la gente, ancora, come in ogni ridente paesino dell’universo mondo Italia d’estate. Senza dilungarmici aujourd’hui, diciamo che se odio, ma no, mal sopporto, ma no, brucerei le sagre, la colpa è tutta della sagra della tagliat ella di C remolino (stacchiamo).

Dopo Boschetto vedo San Giorgio che combatte col drago, San Sebastiano che beve vino e il vino che gli esce dai fori, una chiesa romanica che accende i retrorazzi per decollare e alleluia, sono sulla MIA statale (ci mettiamo anche fottuta e del cazzo? Ma sì).

La statale di notte è LA soluzione finale (quindi Hitler s’era sbagliato). Non c’è nessuno, e quelli che ci sono metteranno una freccia entro 5 minuti perché sono quasi arrivati. I 2/3 dei semafori lampeggiano giallo e dicono prego, passi pure, gradisce un cordiale? Ma io sono attualmente astemio, rifiuto, ti fanno un semiinchino alla francese (no, dico n’importe quoi, fanno l’inchino ma non ho idea se esista la francese) e aspettano qualcun altro. A Ivrea, che non è Chivasso, l’ho capito come non ci si perde. Basta NON seguire i cartelli e passare davanti alla stazione. Poi si trova il cartello magico TUTTE LE DIREZIONI, una libidine quel cartello, la panacea di tutti i mali. A Ivrea la Corsa tenta più volte di spiccare il volo causa bufera di vento. No ma guarda, vai pure dritta che a me non è che faccia schifo. Tanto soffio e vento che nemmeno si riesce a mettere le banconote nel self-service, è frustrante, voglio pagare e non ci riesco. Come quando non voglio pagare, e… non ci riesco. L’avevo detto che era frustrante.

La Val tournenche è buia buia, i tornanti tornano e li prendi stretti, le stelle diventano sempre più grosse.

2.20, giunto al piazzale, termometro fischietta 3.5°. Braghe corte. Oh. Che quasi quasi resto qui.

Tanto c’è da salire a piedi, con carico sporgente più computer. Ci sono le Pleiadi che salgono sbilenche da dietro la montagna più alta, la musica che finisce e una stupida luce che hanno messo al piazzale per illuminare la salita. Stupidioti.

Una luce in basso NON PUO’ illuminare un sentiero che sale. Lo si crede solo per un equivoco, un paradosso inutile, che SE più luce ALLORA maggior visibilità. Può illuminare, che ne so, un soffitto, una volta a botte. Ma non un sentiero che, da bravo sentiero, sta per terra. Il risultato è che si ha questo bosco enorme di cui le cime degli alberi sono investite di giallo, giallo che ti entra negli occhi e impedisce di vedere il sentiero. Però almeno sai di non stare per essere attaccato dai pipistrelli-vampiri del Venezuela, per esempio. È al buio che si vede meglio, perché gli occhi si abituano e riconoscono in fretta linee e contorni delle cose. I sassi bianchi e i gradini di legno. Che luce del cazzo, che s’accende premurosa quando inizi la salita, l’ho sempre pensato.

Tutto il paese è spento e incartato. Gradi 2, c’è un’aria fredda che ti entra a cartavetro dentro. A dirla tutta non lo so mica se quelle son le Pleiadi. L’ho deciso io. Ho sonno. E poi mi è sempre piaciuto pensare che le Pleiadi pigolassero. La chioccetta :) Sempre.

Ecco :( Però non ho saputo trovare il tempo per commentare/rispondere. Quasi son tentato dal chiedere scusa. Mi son salvato ogggggniccccosa sul pc e me lo leggo stasera, molto sconnesso ma davanti a una stufa (rossa e spenta, cazzo!)

Postato da: bastax a agosto 11, 2008 18:10 | link | commenti (5)
vacanze, viaggio, solo, stelle, macchina, statale, asfalto

venerdì, 08 agosto 2008
Siamo tutti tolleranti, sì