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Utente: bastax
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non
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orari
ordine
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ottico
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pagine
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parlare
parola
parole
partenogenesi
partenza
partire
partita
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passeggiata
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passioni
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peluche
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pensare
pensiei
pensieri
pensiero
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pera
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perché
perdente
perdere
perdono
perlustrazione controllo
perplessità
perplesso
personaggi
persone
pessimismo
pessimo
pessimsmo
piangere
piano
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piazza vittorio
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piccole cose
piccolo
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piedi
piemonte
piersilvio
pietra
pietraia
pillole
pioggia
piove
piscina
pista
pista ciclabile
pistola
pizza
po
poco
poliglossia
politica
politica estera
polo
polonia
polvere
pompini
ponyo
porky college
porno
pornografia
pornoromantica
pornostar
porta
porta palazzo
portofino
possibilità
post
posta
poster
poveri
powerpoint
prato
pratoverde
precariato
precipizio
presentazione
presidente
prete
preti
prevedibilità
prezzi
prigione
primavera
primo giorno
primo maggio
prince of broadway
principe azzurro
priscilla
problema
problemi
problemi famigliari
prof
professoressa
progetto
programmi
prooosito
propositi
prosperi
prospettiva
psicologo
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sabato, 04 luglio 2009
Il Papa dice che...

Invertiamo l'ordine. Che avrei da lamentarmi ma in realtà oggi non ne ho voglia, quindi spazio al post clero-che-passione. Ma prima (a me fa anche un po' ridere che il tipo della colonna sonora si chiami Kaada, ma dev'esser persino famoso).

E' che non sapevo proprio cosa andare al cinema a vedere. E allora ho arrischiato questo. Non veramente bene. Un macchinista di treni svedese.. no, danese.. boh, non mi ricordo più, una di quelle nazioni scandinave tutte identiche, con i treni che percorrono distese piatte di neve bianca (ah, ho capito, A 30 secondi dalla fine di Andrej Konchelowsky... ma davvero tu credi di saper scrivere Konchalowsky? Ecco, ci andava la V. Comunque quello era un film. Anzi, un Film). Allora, abbiamo questo personaggio solitario e strampalato, che se ne sta sempre in disparte, finisce regolarmente chiuso fuori quando gli amici fanno una festa ecc. La cifra stilistica, il modello sono (pesantemente) i personaggi soli sul ciglio del surreale di Kaurismaki (regista da citare agli idioti per apparire snob, ha il nome che alle orecchie di un idiota suona come una bomba H. Non smetterà più di ridere e lo si può lasciare lì e andarsene). Ma, innanzitutto, questo Horten per essere stralunato parla decisamente troppo. Com'è come non è, termina a lieto fine, e mancano i tarallucci e il vino solo per vincoli geografici. E poi è fastidioso, entra e esce nelle case a far succedere le sue cose curiose così, come niente, e nessuno lo vede mai. Magari è un fantasma. Magari è come me che credo sempre che nessuno mi veda mai. Magari è morto e non lo sa. Magari è stupido. O magari son stupidi gli scandinavi, chissà.
Insomma, film non riuscito e che non riesce a strappare il sorriso dove vorrebbe; apprezzabile il tentativo, davvero, ritenta, sarai più fortunato. Se poi non ti viene di nuovo puoi anche fare altro.

E ora, alcune cose che mi fanno rimpiangere, misero me tapino derelitto, di non esser stato affogato da piccolo nella fonte battesimale per entrare nel magico mondo del cattolicesimo (io non son battezzato e voi - quasi tutti - sìììììì, gnegnegnegne).
Partiam con l'artiglieria

Non so il titotolo, ma la si sarebbe potuta chiamare tipo Ego te absolvam...
Preso da qui. Ma abbiamo anche una canzone stupenda... meravigliosa... affascinante... per la cui segnalazione ringrazio mio padre, che al pomeriggio dorme con le tv locali accese a far da camino. Una fumata bianca, della vostra nuova best friend Alida Ferrarese. Subito in testa a tutte le mie classifiche! Hop!
Bestemmierei tanto son commosso
******_******
Voleva far l'attore, capite?
MA!
Ma, e questa volta ringraziamo il pornomane e la sua esperienza alla Fiera del libro, dove ci si è trovato di fianco (e si lamentava perché gli stand con la figa erano da tutt'altra parte rispetto al suo... lui era vicino ai preti e ai poliziotti, figurati; e stava in uno stand interessantissimo, ri-figurati, proprio adatto ad attrarre il grande pubblico; di letteratura medievale). Commuoviamoci
Non so se si legga, ma il sottotitolo è: "Un passero solitario racconta la giornata del Papa".
Io non ho più asterischi per dire quanto trovi bellissimissimo tutto ciò. Qui abbiamo un'esegesi del libro in questione.
Da dire che l'autrice è recidiva, basti vedere l'altra sua opera (qui vi lascio il gusto di scoprirla, è quasi gustosa come Max e Benny, poco di meno).

Bene. Ripeto CLORO AL CLERO e così sia.

Postato da: bastax a luglio 04, 2009 10:10 | link | commenti (4)
chiesa, papa, spirito, clero, cloro

giovedì, 02 luglio 2009
In morte di una ruota posteriore

Paura?

No... ma più che altro perché non saprei di cosa.

La canzone non c'entra nulla. Ma mi piace, e quella di elettronica che avevo scelto è stata rimossa da YT   U_U E io da piccolo ero un grande tifoso.
 
Miiiiii.. che ggggiornata. Il latte era praticamente formaggio, nonostante scadesse dopodomani, e quasi mi ottura il lavandino. L'olio spray non ha risolto il problema alla catena della bicicletta, che andrà riportata e riveduta da marocco-ciclista. Ho fatto colazione alle 11.30 (per forza, mica potevo far biscotti e formaggio...).

Non vedo onestamente come potrebbe migliorare.

Ieri torno da lavoro in bici. Sotto un cielo nero nero si incamminò (cit., del solito). E penso "Lo fotto lo fotto lo fotto arrivo prima..."
Sì, buonasera. Sono le 18.25. In Corso Francia cominciano a scendere delle gocce d'acqua pesanti come confetti. Che anto a me piacciono solo al cioccolato. Poi ci pensa un po' e dice SKATARABRAAAANG!!!
Ok, ok, mi fermo. Mi fermo in Corso Francia   11, al riparo dall'acqua sotto un balcone sporgente e davanti alla vetrina di un centro tim. Non ha senso chiamare altra ruggine per Priscilla. Sto qui finché non smette. Piove. Piovepiove. Grandina. Bestemmia. Praticamente un fortunale. Ho freddo. Io a stare fermo ho sempre freddo. Metto una felpa. Rigrandina. Ho di nuovo freddo. Metto di nuovo un'altra felpa. Praticamente sono tutto zuppo, io e Priscilla su cui me ne sto seduto, al freddo, già solo per quanto rimbalza l'acqua per terra. Un nubifragio.
Che, ancora non lo so, ma durerà 1 h e 15 min.
Ma dove cazzo andate? Io me ne sto, il mio lavoro l'ho fatto e devo solo essere a casa per le 20.
Ma questa gente che corre di qua e di là.... Ma statevene, non lo vedete che c'è praticamente un maremoto? Muri d'acqua si schiantano diagonali sulla pista ciclabile e l'allagano. A starsene fermi a osservare la gente che passa non è male, passano pure un paio di tipe carine. Tutte bagnate. Onore ai ciclisti che vanno, sempre e comunque, con tutte le magliette e i pantaloni trasparenti e appiccicati. Come a quelli che joggongano. Onore. E comunque secondo me siete scemi.
Ma cosa avete da fare? D'accordo, magari qualcuno qualcosa da fare davvero ce l'ha. Lo concedo. Ma non tutta questa gente, non ci credo. Passa una ragazza con gli occhiali. In pratica ipovedente, dato che tenere gli occhiali in queste meteo-situazioni equivale a giocare soli a mosca cieca. E infatti va a zig-zag.
Poi passa un tipo stempiato-plus davanti, di quelli coi lunghi capelli dietro. Che si pettina pure specchiandosi nella vetrina del centro tim.
Io penso tra parentesi (ma vaffanculo) e corre via.
Quella che aveva l'aria di essere la proprietaria del suddetto centro, lei se ne esce dal negozio con la testa direttamente infilata in un sacchetto TIM, e affronta la baraonda fino alla macchina.
No, io me ne sto, mi rifiuto di muovermi finchè non tregua. Tregua! Perché non tregui?
No, ma vedo che da dietro sta arrivando chiaro, il cielo è più luminoso.
Sì sì. IL CAZZO!
Non smette mai, grandina altre 3 volte e sempre più grosso. Due giapponesi escono da un bar e ridendo si mettono a far delle foto. Quasi gli davo la mia mail per chiedergli di mandarmele, in ricordo. Passano due muratori correndo i 100m e ridendo come dei matti in non so quale dialetto.
Il giapponese di prima, che avevo visto andarsene dietro di me, riappare, da dove cazzo...? O son tutti uguali con la coda o boh.
Passa una tipa che dalla faccia dev'essere davvero una gran vacca, poi quelle storie sugli inganni e le apparenze non mi riguardano, e un'altra, che corre in un vestitino corto e grigio e appiccicato che fa pensare YUM. Testuale, pensai proprio YUM.
Due parole against il centro tim (ripeto, Corso Francia  11). Ma clero puttana, vedi un povirazzo che se ne sta al riparo stretto stretto fuori dal tuo negozio per 1h e 15min sopra una bici scassata, e lo vedi che ha freddo, e portagli almeno un thè. Oh.
Però quando sono usciti a chiudere m'han detto "dai, dai che ce la fai ad andare a casa". Yeah!
Riparto, sono le 19.40. Le macchine si esibiscono in evoluzioni da hovercraft tutt'intorno. E rallenta, coglione, che inzuppi me e i pedoni. Priscilla ormai è diventata un motore a scoppio. O un motorino con la marmitta rotta. Immagino già che comprare l'olio, e buttare via il latte domattina, non basterà :(

Partiamo coll'esclamare chiaro e forte MORTE! perché l'ho dovuto vedere nell'unico cinema in città che lo proiettava. Che è quasi una multisala, e le odio, e va bene il 3D, va bene che mi dai gli occhiali apposta fighi (ma è consumista, non posso riutilizzare quelli del film scor.. NO! - ma vaffanculo), ma 10 euro per un film è fuori dalla grazie di Buddha. 10!!! Io già borbotto se me ne chiedono più di 3.50.
Il film, che dire, è superfigo, le maschere di pezza con i bottoni per occhi non sono un'idea nuova per nessuno ma se ci metti una strega cattiva dietro fanno la loro porchissima figura. Il 3D è figo pure lui, ma si suppone in futuro riescano a farci qualcosa di più (o pagare di meno).
Va da sé, fantasia, invenzioni e personaggi strampalati a gogò,
tema  del mondo doppio unito da un cunicolo e ci si diverte comunque sia di qua che di là. Sul sito ufficiale si possono fare un sacco di cose inutili e belle, tipo sparare con i cannoni a zucchero a velo o far scrivere il proprio nome dai topini ballerini. Ma sono cose che si apprezzano solo dopo e non prima di averlo visto.
10 euro!


Sono in ritardo. Che gggiornata.

Postato da: bastax a luglio 02, 2009 11:29 | link | commenti (5)
cielo, pioggia, freddo, temporale, priscilla

martedì, 30 giugno 2009
Ehi Pussycat!

Che cosa hai sul desktop?
Beh... Ma è ovvio. No, il fotogramma ripetuto a mille del killer nippookorean o quel che era del V-tech l'ho dovuta togliere. Quello con la bocca della pistola puntata a sorriderti. No, non per buon gusto, quando mi hanno formattato il pc. c'è l'immagine di due tipe manga molto gnocche, con due tette enormi, no, pardon, quattro tette enormi. Distese, e in procinto chiaramente di far partire una lunghissima scena lesbo, che però non parte mai. Il che è un po' la differenza tra un'immagine fissa e un film.
Fatti un film. Che sia l'ultima cosa che rimane.

Non riesco a recuperare l'alluce sinistro. Il destro forse sì. La tintura di iodio mi sta ossidando un piede. Red power. Non posso correre, e saltare, e giocare a calcetto, niente. E mettermi a testa in giù contro l'armadio, perché mi cede anche il polso sinistro, da mesi. Voglio riassemblarmi con lo scotch. Ah, e non è autoerotismo, perché non son mancino. Anche se (quoi que=sebbene) lo sappiano tutti che il mouse sta a destra. E quindi.. chi è sveglio ci arriva. Il problema permane rimane stamane akane.

(Tendo, di Ranma, chiedo venia, mi è scappata; sia detto che potevo scegliere anche questa, ma non l'ho fatto U_U)

No, nemmeno lo sapevo che fosse di Tom Jones. Ignoro Tom Jones.

Ciao pussycat (la lascio grande per apprezzare i personaggi)
Allora, dev'esser successo così. Ci stava un giorno annoiato questo giovane sceneggiatore, molto spiritoso e molto jewish, con il cazzo molto duro. E allora gli è venuto in mente di scrivere questa commedia slapstick-erotic-funny-chic. Lo sceneggiatore si chiamava Woody Allen, che si è pure ritagliato una particina da non protagonista sfigato, il film è del 1965 ed è il primo film in cui appare da attore. C'è un cast a prova di bomba, c'è Peter O'Toole che chiama tutte pussycat (dovrei provare anch'io) e tutte gli cascano ai piedi, e Peter Sellers con la parrucca a fare lo psicosessuologo arrapato, e la Principessa Sissy che vorrebbe redimere il primo Peter e così via. Il vortice si accentua nel finale, in cui tutti convergono in un unico albergo, quelli con i corridoi lunghi e tante stanze da cui entrare e uscire a precipizio, e desiderano e pulsano e ruotano e impazzano.
"Una trovata su due fa cilecca, ma l'altra scintilla. " (lo dice qui l'evergreen Morandini. Che io non apprezzo, perché ha il vizio di raccontare tutto il film prima che tu lo abbia visto. E che cazzo lo guardo a fare così, scusa? Però, come in questa frase, non si può dire sia privo del dono della sintesi).

Bene, che Toutatis mi abbia in gloria, apprezzo quando so essere limpido.
LLimpido.
E' così liquido esser limpidi.

Il fatto di credersi una persona che non si voglia infila direttamente in una bella botte. Strozzi il gatto e il cane e il serpente che ci sono dentro e te ne stai. Te ne freghi di quel che potrebbe sembrare. Potresti sembrare. Tranquillo.

Postato da: bastax a giugno 30, 2009 11:31 | link | commenti (2)
manga, sesso, desktop, piede

domenica, 28 giugno 2009
Potere tintura

E' che mi fanno impazzire le vocette in stile istituto Luce e cinegiornale del ventennio...

E urla banzai almeno prima di gettarti sotto la mia bicicletta.
Giapponese di merda
Peace&love.


Perché dalla lavatrice le lenzuola sono uscite timidamente gialle?
Perché - il mio coinquilino - è un coglione.
Direi che se non l'ho ammazzato stavolta non l'ammazzo più.

Vorrei fosse messo agli atti l'SMS, giunto dal nulla, di mia madre
"Non ti ho sentito perché ho fatto il corteo gay pride a Genova"
Ho riso tantissimo; farebbe ancora più ridere tantissimissimo assistere qualora lo raccontasse a mia nonna-destrorsa. Purtroppo non glielo racconterà, è un vero peccato :( è che di politica non ha voglia di discuterci.

A Torino è stato San Giovanni. A San Giovanni si brucia un manichino in piazza ed è un grande spettacolo. Io son qua da otto anni (meno uno) e sono sempre arrivato in piazza in ritardo, questo manichino che imita Johnny torcia non l'ho visto mai. Però arrivo puntuale per i fuochi, che qui sono una cosa seria (gallery), ci spendono di cinquantamila in cinquantamila euro, 800 kg di esplosivo, mmmmmmmille, gggggggianni, l'ottimismo, e si riempie la piazza vicino a casa mia (è per quello che arrivo puntuale) e i residenti per una volta non rompono i coglioni.

Pendo dalle labbra, sono del tutto assolutamente amoroso, della tintura di iodio. Fiumi, laghi, istmi di tintura di iodio. We all love la tintura di iodio. Che forse sta per salvare tutte le unghie dei miei 49 alluci, avviate alla morte. E poi mi ci dipinge intorno una coroncina così teneramente rosso sanguigna... A correre ancora non posso, a stento cammino dicendo AHI! ahi! AHI! ahi! (eppur non si muove, clero maiale), ma forse evito gli antibiotici. Che mi ha prescritto il medico. Che non sa usare il computer. Che altrimenti, avuto avesse un pc con all'interno un file per ogni paziente a cuccia nel database, gli avrebbe ricordato che con questi antibiotici, si sa perché è successo, la faccia mi si gonfia come un palloncino colorato, e gli occhi mi diventano biglie e ci si può giocare sulle piste di sabbia. E mi si deve sgonfiare con punture di cortisone.

Ecczziunalo... mica troppo, ma certe cose bisogna proprio conoscerle. Inoltre, per essere un film di un Vanzina, è un capolavoro. Però io odio anche Stefania Sandrelli (& many others).

(Ehi, non è che con la tintura di iodio si può esagerare?
Comunque mi immaginavo un cavaliere dello zodiaco, ne servirebbe uno apposta, che come colpo segreto avesse TINTURA DI IODIOOOOOOO!!!!
Altroché)

Postato da: bastax a giugno 28, 2009 15:10 | link | commenti (1)
gay , san giovanni, piede, antibiotico, tintura iodio

giovedì, 25 giugno 2009
Più, più rock di così, di più

(massì, e beccatevela tutta)

Con ordine.
Torno ad Alessandria in treno. Seduto vicino a due chimici, un boss vecchio e con una vena pulsante di raccontare grossa così e un giovane-matricola.
Per un'ora, cazzo un'ora che mi è parsa un secolo hanno parlato di come pulire l'oro, di elettrolisi (che è l'unico concetto che ricordo dal liceo) e si sono fatti e risposti domande sui fenoli, e su che temperatura reggano, eccetera; in particolare sull'acido pirogallico, per inciso.
Stavo
per
impazzire.
E ad Asti il giovane è pure riuscito a dire: "Già ad Asti? E' volato..."
E io dentro AAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!
E' dunque questo crescere? Specializzarsi in un ambito eminentemente noioso ma abbastanza utile da farne un lavoro e poi non saper parlare d'altro?
Eh beh, che dire....
Accattivante....
E di quella volta che lui è tornato ad Alessandria da Reggio Emilia o Salcazzo con una sonda di quarzo (o al quarzo, o quel che è) di 2 metri. IN TRENO!!!
Cioè, capite?
IN TRENO!!!!
....
IN TRENOOOOOOOOOOOO!!!!
-.- Maledizione. Nel culo,  la sonda.
Oh, beninteso, certamente due ottime persone...

Bene, pace, w la chimica che annienterà il mondo e poi lo salverà, il tutto rigorosamente, ripeto, per elettrolisi.

Ad Alessandria, le elezioni, meglio della volta scorsa, era facile, ero preparato, son stato fin persino quasi un bravo segretario, non ho dormito, ho fatto le mie buste, 7* COMPLETO ha urlato il tipo alla fine, e ok. Nel mio seggio iperdestrorso ha persino tenuto botta il candidato alla provincia di centrosinistra, il che è un piccolo miracolo.
Vorrei solo dire due parole alla presidente del seggio accanto al nostro...
Quali erano?
Ah, sì.
MALEDETTA PPPPPPPPUTTTTTANA
Che ci hai mandato a votare i due poliziotti alle 13.30 del lunedì, anche se avevano chiesto di poterlo fare da te. Non bene. Soprattutto dopo che hai scassato il cazzo per tutto il tempo prima arrivando col ditino a dire: "Ho scoperto un problema a cui all'ufficio elettorale non hanno pensato, e come si fa?" (sottinteso "quanto son furba io che ci ho pensato"). "C'è solo un adesivo per le provinciali, e come si fa?".
AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!!!
MALED.... ah no già l'ho detto.
Gli scrutatori erano gli stessi della volta scorsa, scremati della più brutta e stupida, e la mia presidente non ha nemmen dovuto bisticciare troppo con quello del PDL. Le poche votanti gnocche (la russa più due sorelle - or-gia, or-gia, or-gia) son venute la prima mattina, poi noia totale e caterve di pensionati.
Treno di ritorno a Torino (reminder: viaggiate verso e da casa per le elezioni; Trenitalia vi deve uno sconto del 60%), un tipo che spiegava a due cinesi che lui vende vestiti, ha due banchi al mercato e un negozio.
"Io comprare jeans, Levis, conosci? A 50 al pezzo... poi 10 sono di tasse, ma rivendere a 110.... Taaaaaaaac".
Eh, sticazzi. Parola mia, disse proprio Taaaaaaaac.
So mica se i cinesi han compreso. Se han compreso il Taaaaaaac.

Allora, filmissimo, per dire, mia mamma lo deve vedere per forza. No, guarda, se non lo fai mi offendo. Sulle radio pirata britanniche dei '60s, si sta lì tranquilli seduti a farsi investire da questo flusso di musica e dj buffoni e simpatici e casinisti. Quasi veniva voglia di ballare persino a me, il che davvero trovo tutto dire. C'è Philip Seymour Hoffman, che becca quasi sempre i film più ggggiusti, e Kenneth Branagh, invecchiato, e per forza, rispetto al tempo in cui rifaceva tutto Shakepeare, ma che impersona il ministro cattivo di Sua Maestà che lotta per chiudere le radio libere. Ricalcando Hitler assai, e il grigiume borghese, e la morte della fantasia grazie al potere, contrapposto alla vitalità colorata e hippy e basette e panta-zampa dei nostri. Lieto-finissimo, piangiamo tutti, che bello il mondo, che bello il rock, che bello scopare e le droghe (e di questi scusa tu che ne sai?) e che bella (no, figa) Marianne, sia la tipa sia la canzone (e vi metto anche questa, e morte alle renne - cit. Asterix e i Normanni).

Ho qualcosa da dire?
No
Ho qualcosa da dire?
Ti ho detto di no!
Ho qualc...
AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!!!

Ah, e infine abbiamo le molteplicazioni del regime iraniano. Certo anche Gesùnnnostro per pani e pesci ha usato photoshop. Sure.

Postato da: bastax a giugno 25, 2009 11:30 | link | commenti (1)
elezioni, rock, discorsi, treno

lunedì, 22 giugno 2009
Sanno i gatti non valerne la pena? (2 parte)

Stanco il giusto, il problema dei tre giorni ai seggi è che non si dorme signornò. Non capisco più nulla, domani riprometto di non fare assolutamente nulla, parola. Catatonia portami via. Son stato tre giorni al seggio cantandomi in testa Bugo e nemmeno so perché. Ma sai che c'è gente che non sa chi è Bugo? Che in questi casi il congiuntivo è meglio dell'indicativo, sia e non è?
Basta, chiudo la storia non breve, dov'ero rimasto? E sai che non bisogna mai rileggere? Sai che quando si è stanchi si hanno tutte le risposte?

........ (Dorata, ma quando mai.)
Mi avvio verso la cassa, dove sta succedendo qualcosa. L'ultimo gatto della fila spintona col carrello la schiena della signora gatta con figlio. Quella miagola infastidita, mostrando i denti e le unghie, con tanto di bancomat tra una e l'altra, che si era premunita di estrarre. Entrano nella questione anche i due gatti davanti, la cassiera si nota subito che è inesperta e non sa bene che fare. Cerca di placare gli animi generando gomitoli di confusione.
Io continuo, non guardarmi così, te l'ho detto quanto dovevi essere bella prima che ti facessero quelle cose orribili che ti hanno fatto, no, non voglio nemmeno immaginarle, continuo a sfregarmi gli occhi, fin quasi a consumarmeli tutti, senza che questo impedisse all'indicibile zuffa di scatenarsi di fianco all'espositori di dolciumi, pile e preservativi. Sì, insomma, quello della cassa, quello con i prodotti davvero utili, che i bimbi devono infilare di straforo nel carrello mentre i genitori sono in fila.
Ah no, ah no, ne ho abbastanza, io qui dentro non ci metto becco.
Infilo le mie preziose compere sotto il giaccone, con il cartoncino del latte che finisce a tappare il maxi-buco della tasca, e me la batto, direi quasi alla chetichella...
Non ti fa nemmeno sorridere l'espressione "alla chetichella"? Certo, poi chissà che male fa sorridere con il volto conciato così... a me ha sempre fatto ridere.
Bene, comunque, me ne esco fischiettando, felice, seriamente felice di aver rinunciato a capire. Questa del dover capire sempre tutto è un'ossessione moderna, nipote degenere del positivismo e dei lumi eccetera ma mi fermo volentieri qui. Evidentemente tra la gatta e l'altro gatto c'era della ruggine da lungo tempo, chissà, magari una volta erano stati amanti, chissà chissà. Non è affar mio. O magari erano cugini germani in lotta per un'eredità, ecco sì, mi piace, anche se non so cosa significhi esser cugini germani, ma non conta.
La neve canta, quella sì, sotto le scarpe, nemmeno il cielo prova a essere azzurro con tutta quella luce. Ripasso dal parco.
"Tutta questa gente non lo sa quel che può accadere in un discount" mi dico, io la so proprio lunga, e assumo la mia aria il più possibile saccente.
Imbocco la passerella, il ponte per i pedoni che mi porta dal lato del fiume dove sta il mio buco, quello con il frigo dentro e dentro a sua volta la maionese che sbadiglia. Il fiume sotto è una spessa linea nera che incide il bianco di tutto il paesaggio. Cammino su di una botola.
Sì, ora ricordo, ecco.
Una botola, nella passerella.
Che si spalanca.
E cado.
A piombo, alzando le braccia come se fossi davanti alla bocca di una pistola, perdendo tra l'altro non so dove la mia preziosa colazione dei campioni.
Cado per un tempo che a me è parso infinito, quello lo ricordo nei particolari minimi.
E mentre precipito un gabbiano mi sfreccia al rallenty accanto, sento il sibilo del battito delle sue ali. Tento di afferrarlo, di aggrapparmi a qualsiasi cosa, ma lo sfioro soltanto, rumore di una presa finita nel vuoto dell'aria.
Poi il freddo, percepisco i milioni di gocce di acqua gelida che mi si catapultano addosso contemporaneamente. L'acqua in cui mi trovo immerso è una massa compatta di ghiaccio nero, perforata dalla luce del sole che segnala con i suoi riflessi il cammino per la superficie, lassù, in alto. O almeno spero, sento il battito forte e caldo del cuore impazzire a martello nella testa, e cerco di imboccare il sentiero.
Mi stai ascoltando sì? Perdonami, ma è un piacere parlare con te... così come sei messa non fai mai complimenti ma nemmeno critiche, e di certo non interrompi.
Che altro mi è successo oggi? Ma era poi veramente oggi?
Il sentiero... e poi non ricordo più, ero in un sogno. Doveva essere un sogno, non esistono ambienti così. Mi trovavo in uno spazio bianco, di nuovo, che noia, tutto bianco qua, e tridimensionale, con una ragazza che non avevo visto mai. Carina, molto, anzi bella, con un curioso ciuffo a triangolo a pendere centrale sulla fronte. Non so perché ma sapevo come si chiamava, Valentina, sai che nome originale, per quanto questo ti possa interessare. E mi sorrideva, e poi si è girata per farmi vedere la schiena. Indossava una maglietta leggera e trasparente dietro, che lasciava vedere sotto al tessuto un tatuaggio immenso, su tutta la schiena, a disegnarle addosso due ali di falco. Io le toccavo con la mano, poi con un dito ne seguivo il contorno, fino a rendermi conto che era come se stessi incidendole sulla schiena un cuore. Un cuore, della forma di quelli rossi del fuoco che disegnano sui diari e i banchi le bambine alle medie.
Bah, tu hai idea di che significhi?
Dopo non ricordo, questo invece mi sembra tanto tempo fa, mi sono svegliato e avevo tanto freddo, in un letto e delle lenzuola intonse e nuvoliformi del tutto simili ai tuoi. Milioni di puntini di ghiaccio continuavano a costellarmi la pelle, ancora adesso non smettono. Non c'era nessuno e mi sono alzato, ho preso per il corridoio. In fondo c'era una finestra da cui entrava luce, tanta luce, ma oggi, o ieri o quando cavolo era, sono veramente stufo di tutta questa luce, mi sembra di aver fissato da vicino dei diamanti per anni interi. E una porta sulla destra. Sono entrato, e dentro questa stanza ho trovato te, e questa sedia di un verdino malato su cui mi sono seduto, e ho iniziato a raccontarti la mia giornata. O quel che era. Ma tu non hai nemmeno sorriso.
O non potevi.
Sì, ma che ci faccio qui?
Ed è forse un tatuaggio di un'ala quello che ti spunta da dietro il collo?
Non dirmelo...

Postato da: bastax a giugno 22, 2009 22:55 | link | commenti (6)
racconto

venerdì, 19 giugno 2009
Sanno i gatti non valerne la pena? (1 parte)

Chiedo scusa, ma mi stava in testa da almeno due settimane. Gli spunti e i riferimenti verranno elencati, tutti e forse, dopo la seconda parte. Da domani sono di nuovo in week-end elettorale. Son segretario, ma so molte più cose della volta scorsa.

In teoria va letto ascoltando i Belle & Sebastien.

Mi si continua ad aggiungere ed ammassare roba nella testa. Magari impazzirò, sai che ridere? Di senno uscirò... scusa, esco un attimo di senno! E' da provare...
Ricordo che cadevo. E una miriade di goccioline fredde sulla pelle.
"Come sei bella"
O meglio:
"Come dovevi essere bella prima che ti picchiassero", dico, molto lentamente e senza sperare che mi senta, alla ragazza bianca nel letto bianco dell'ospedale bianco, stesa nel letto di fronte a me.
Ma in ultima analisi io che ci faccio io qui? Lei intanto ha un ciuffo con una forma strana, gli occhi chiusi nel sonno, di cui uno stampato di viola, e tagli ed ecchimosi, di vari colori freddi e dolorosi, su tutto quanto il viso. Del resto del corpo non so nulla, sparisce nelle volute vaporose delle lenzuola pulite, arricciate come nuvole; poi spuntano le mani, le unghie della destra sono sporche di sangue.
Sul muro scorre tutt'intorno un motivo di piastrelle verdi, a dare tregua a tutto quel bianco, e c'è un forte odore di disinfettanti, o di medicinali, o forse di entrambi.
Ok.
Ok, questo è un'ospedale. E' palese, lo dimostra il fatto che sarei in grado di dedurlo persino io, ma come ci sono finito?
"Sei davvero bella", ripeto, anche se quel ciuffo l'hanno spostato per applicare quella toppa bianca su di un lato della fronte.
Già che ci sono potrei raccontarle che ci faccio qui, così magari io stesso me ne rendo conto...
"Ti va se ti racconto la mia giornata? Perché non me la ricordo molto bene..."
Non dice niente. Per forza, comunque lo prendo per un sì. Male, più male di così poi, non le posso fare di certo, e chi tace eccetera.
Inizio.
"Stamattina ho aperto gli occhi tardi, tanto, non so che ora fosse ma il sole era già oltre il picco e piombava indifferente dalla finestra senza serranda, e mi feriva gli occhi. Avevo fame, mi sono alzato e ho aperto il frigo. Ahi, prima cattiva notizia. Ti spiace se parlo al presente? Perché magari era una settimana fa, ma per me è come se fosse tutto appena successo...
Nel frigo non c'è nulla, a parte un barattolo di maionese, che sbadiglia al mio sbadiglio e mi dice di non aver voglia di far nulla.
Bestemmio, bestemmio per la pigrizia dei barattoli di maionese, non sono più i barattoli di una volta e tutte quelle robe, quei luoghi comuni lì, e a fatica mi vesto con le prime cose che trovo a tiro per terra, da fornir l'impressione di aver tutto addosso almeno, ed esco.
Fuori c'è un sole da urlo, non capisco perché tutte quelle vecchine in giro, e la gente con i cani, e i cani, e la gente con le vecchine, e i cani che bighellonano le vecchine, e si potrebbe andare avanti ma smetto, non urlino bruciando al sole. In effetti non brucio nemmeno io, "per forza, non sono un vampiro - mi dico - guardi troppe fantasie degli altri", e mi incammino sulla neve. La neve è croccante, comincia a credere di camminare su del riso soffiato, e al mio passaggio produce un frastuono per cui non esiste l'aggettivo e mi rimbomba nelle orecchie e non lo sopporto più. Ma mi abituo anche a quello.
"Oggi non m'ammazza niente e nessuno - penso - sono invincibile".
Io tutta questa neve ieri sera non la ricordo. Io non è che ricordi molto di ieri sera. Questo sole e questo bianco mi fanno venire una fame del diavolo. Entro nel supermercato, deserto. Non ci sono che quattro gatti alla cassa, che attendono in fila il loro turno.
Li guardo meglio, ho proprio fame...
Ehi, ma sono davvero, sono davvero quattro gatti, in piedi sulle zampe posteriori e diligentemente stand-by dietro il proprio carrello, ognuno con la proprio coda sottobraccio.
Lo puoi immaginare anche tu, anche se sei così bella, lo puoi immagianre? Ho iniziato a girare gli occhi e a sfregarmeli con le mani, per capire se per caso fosse un'allucinazione, il sintomo del nastro di partenza di un infarto o cosa. Da dire che i gatti non facevano una piega. Un aplomb invidiabile. Una gatta sistemava il biberon a un micino seduto nel carrello al posto del bambino.
E io riflettevo su come oggi fosse un mondo davvero strano, ma non importava. Ti ho forse già menzionato quanta fame avessi?
Mentre penso a quei discorsi che si fanno sempre sui cinesi che mangiano cani e gatti, e che non ci sono più, va da sè, i gatti di una volta, arrivo alla conclusione che in questo momento la fame è tanta e tale che mangerei piuttosto un cinese. Un cinese che si fosse prima mangiato quei gatti, ecco. E intanto prendo a colpo sicuro latte e i cereali della sottomarca più sottomarca che c'è. E sorrido, davanti alla rana dorata con tanto di bavaglio e cucchiaio per i cereali che troneggia sulla scatola.
"La colazione dei campioni" - mi dico a voce alta, come a verificare di esser davvero lì, e intanto apro le scommesse e do cinque a uno che se quella rana si potesse leccare sarebbe psichedelica. Dorata, ma quando mai.

-continua-

Postato da: bastax a giugno 19, 2009 13:35 | link | commenti (3)
racconto

martedì, 16 giugno 2009
(Reloaded)Forse da chiamare Quel che di solito non dico...

A prescindere dalla qualità, ho più cose da dire che tempo per scriverle :( Ma vorrei citare Giovanni Bivona (e riguardiamocelo!) SHTO ARRIVANDO, SHTO ARRIVANDO!

AGGIORNAMENTO
Sto arrivato, sto arrivato!

Minchs, tiè :PPPPPP :D

Ho capito nel tempo alcuni fatti, palesemente indegni di nota. Per esempio prima facevo di tutto per essere il più trasparente possibile. Ma ho capito che non importa tanto come mi vesta, se mi faccia la cresta o che io vada a Segesta. E festa e mesta eccetera (per inciso, ho un crestino di tre dita. Vedo la gente fissarmi per strada). E non importa, quel che io dica in un discorso insulso, o che non abbia mai comprato scarpe e poi ne abbia acquistate tre o trentatre paia in un mese (roba per cui ho amici preoccupati che mi inseguono con un termometro per chiedermi se ho la febbre, ma se ne faranno una ragione), o che spenda un po' di più o un po' di meno. Me li farò questi capelli verdi prima o poi? Che comunque non importa, perché sono io sul sottofondo a restare incongruente a come le persone parlano/vivono/respirano/fottono e chiangono. Mi disperdo in particelle di polvere a fare il fango sotto, tutto il resto non è che la superficie del lago. E sulla superficie tutti uguali siamo, e comunque non importa.
Ho un amico ultrà-from-Kr che mi faceva notare quanto fosse da punkabbestia la mia Priscilla. Tengo la bici da anarkaos e gli occhiali D&G (vabbè, a questo è meglio se non penso...).

Ho trovato un paio, da sole questa volta, di RayBan nel mio belvedere preferito in montagna. Ehi, quel posto è mio. Più mio che tuo. Io non vado e non torno a raccontare quel che ho visto in California a L.A. , e superwow quanto siano giganti in America le autostrade e le skyline e cazzi e mazzi. Però ma invece quel posto è mio. Ognuno sceglie le sue priorità. E a me poi non servono occhiali da sole. Gli occhiali da sole servono a chi vuole:
a) a farsi le vasche i centro credendosi molto cool;
b) nascondere lo sguardo (per guardar le tipe/i tipi in centro, non vedo altro motivo).

A queste cene tra colleghi di call center sto abbastanza bene pur non avendo alcunché da dire. Ma perché tra persone che si conoscono poco il dialogo funziona con:
TEMA centrale + ognuno dice le sue esperienze in proposito, il che a sua volta si traduce in: Io + Io + Io invece... + e che dire di io... e così via.
Si è parlato di sesso, droga e rock.. no, ok, il rock 'n' roll è stato sostituito dalla musica reggae.
E c'è quello che si è trovato nudo sotto le coperte con una ragazza che però si è messa a parlargli del suo fidanzato e allora.. Ma che dovevo fare? Dopo tre ore ci siamo addormentati. E quella che non si cannabinoida più perché le è capitato di mettersi a vedere i dinosauri psichedelici (sic), e ormai le fa meno effetto un trip. E dice "non farti para", "andiamo raga" e altra roba gergal-giovanile che nemmeno ricordo più, ma su cui ogni volta devo pensarci un attimo per arrivarci. Ah, e di pulizie con l'aspirapolvere, anche.
Ma che dovrei dire?
Potrei dire:
Io sotto le coperte nudi con una tipa non ci sono mai stato, di qualunque cosa lei parlasse - ma sei fidanzato? - Io? Ma chi? Ma babbi? Io (IO IO IO) mai avuto una ragazza, io non ho mai toccato una droga, però ricordo una volta di aver tenuto per mano una sigaretta. E non mi son nemmeno trovato bene. Io bevevo tantissimo, praticamente solo Martini rosso e rum, tanto che mi annoiavo, o non mi divertivo abbastanza, e allora ho smesso il 2 agosto duemila-qualcosa-tipo-cinque-o-sei. Perché non ne valeva la pena. E se proprio vogliamo dirla tutta stiam qui a spender 20 sacchi per una pasta siciliana che nemmeno mi è piaciuta un granché. Ah, scusate, e l'aspirapolvere non ce l'ho, ho una scopa, ed è pure vecchia. La polvere più che toglierla sarebbe esatto affermare che la sposto.
Davvero, fareste un discorso del genere? Cosa posso dire io (IO IO IO, ricordiamo)?

E poi ho capito un'altra cosa. Ma non la dico, che mi sembra esagerata. Però potrei scrivere per esempio che un giorno cancellare il Papa mentre limona con Berlusconi, ehi, potrebbe essere una big idea, e lo si farà magari con una sola pallottola, che non ne meritano di più, come ho visto fare ai nazisti nel ghetto di Varsavia in Schindler's List. Li metti in fila e PAM!
L'unico film davvero utile che mi abbiano fatto vedere a scuola. Facevo le medie.
Sono uscito O_O

Ah, e poi ho capito che quando si esce da Santhià, dove ti sono venuti a prendere in treno, per riprendere l'autostrada bisogna seguire per Biella. Non è così evidente. A futura memoria.

Abbiamo una ragazza, e una vecchia, e un paio di maghi che battagliano, un mondo da pre-prima guerra mondiale tutto ribollente di magia e vapore (a tal proposito sarebbe anche il caso di sapere cosa sia il genere steampunk, direi), un demone del fuoco bistrattato di cui vorrei avere il poster in camera, e che muove l'intera baracca. Abbiamo sullo sfondo la guerra incendiaria ed in primo piano il castello che zonza per le lande e chi lo abita. Obbiettivamente, quando questo film uscì il trailer non mi attirava ma proprio niente niente. Mentre invece a vederlo è poesia spinta, mea culpa, costellata di trovate geniali come la porta cambia-colore. O Calcifer, ripeto, datemi un poster di Calcifer, adesso!
Va bene, va bene, di Miyazaki mi cerco anche gli altri film che mancano U_U Questione appunto di priorità.

Devo rimettere lo scotch al manubrio di Priscilla punkabb, che si è staccato.

Postato da: bastax a giugno 16, 2009 11:09 | link | commenti (9)
amore, lavoro, sesso, discorsi, droga, collega, alcol, io , call scenter

domenica, 14 giugno 2009
La mia domenica si chiama lunedì

Oh, a me piacciono i Daft Punk U_U
Al sabato sera mangio un kebabbaro sulla via del ritorno su Corso Regina, vicino a casa. Ok, non mangio proprio il kebabbaro, ma ci siamo capiti. Arrivo lì verso le 22.15, e stanno chiudendo, e mi infilano nel kebab tutto quello che avanza. Tanto di tutto di quello che avanza. Aggiungo? E aggiungi! Solo per dire che il tipo egiziano, che sembra George Clooney però grasso ed egiziano, porgendomi la sua opera mi ha snocciolato:
Io no ho fatto un panino, fatto un missile nucleare!
*_* comprensibile commozione alle lacrime da parte mia.
Fratello, detto così quasi mi sembra un regalo anche se te lo pago *_*
Il missile nucleare mi è esploso sul tavolo dieci minuti dopo. Doppio strato di papiro argentato. BUM. Morti e pezzi di carne di montone che galoppava dappertutto. Inseguita da salse piccanti e cipolle. Scene forti. Crude (le cipolle).
Non mi dispiace il mio sabato sera. Su msn non c'è nessuno. Al tempo in cui non si aveva un nonnulla da fare al sabato sera era l'epoca dell'immagine del mondo (cit., anche se qui non significa nulla) e finivo per sentirmi in colpa a esser solo in una sera che è così tanto il sabato sera, e per il fatto che il mondo si dovesse divertire e chi e come e perché. No piacevole, effendi. Piccante? Sìsì, piccante, metti tutto e di più. Invece così disinnesco il missile e poi già devo quasi andare dormire, per risvegliarmi prima delle 7 e ricominciare. Quando esplode il call center, e non funziona più nulla, c'è da ridere assai. Soprattutto se si è in fine turno, e spernacchiando esci quelli che entrano. Sì, ma ci siamo capiti.
Io penso che voi, che siete un po' sprovveduti, non ci abbiate pensato. Ma io, che sono un po' sprovveduto uguale, sì. Alle prossime elezioni ci sono 3 schede per i referendum e 1 per il ballottaggio. Cioè a dire che io il sabato potrei dover timbrare, dunque vediamo, settecentonovantanove è il numero degli elettori, quindi 799X4facciamo 800X4uguale3200meno4fa3196(tremilacentonovantasei)schede. Che tra l'altro NESSUNO verrà a votare. Fulmini (o filmini), è mortificante! Non du diable (e clero troia, già che ci siamo)!
Cristina Ricci in fase FATTY, questa puella si gonfia e si sgonfia qual palloncino al vento, che recita la parte della ragazzina vipera e odiosa, con due caviglie grosse così (davvero, era più magro Casper). Commedia gaia e nera, di quel genere abbastanza saccente da risultarmi un filo fastidiosa, chiamiamolo genere film furbetto, pur se messa insieme sufficientemente bene. Resta il fatto che non per caso lei tiene quasi tutta la locandina e agli altri briciole. Cosa è un film furbetto? Beh, ma è facile... è un film che non è male, ma se non fosse stato furbetto sarebbe stato meglio digeribile. Esempi? Vediamo... tutta l'ultima roba di Ozpetek, il filone Giovanna-Mezzogiorno-grida-isterica di Muccino, Forrest Gump, recentemente Juno, ma anche film belli sul serio. L'Attimo fuggente, per esempio. Furbetto un cazzo, l'Attimo fuggente era GENIALE, ne sono totalmente succube, era una macchina perfetta. Piango tutt'ora ogni qual volta lo vedo, basta che mi scorrano davanti le due scene dell'attore che si ammazza e quella finale.
Ma poi il regista, Don Roos, cazzo di nome è?

(Ah, quel kebab mi ha quasi ammazzato, e vi ho regalato il fatto che non ho messo link ai film)

Postato da: bastax a giugno 14, 2009 15:26 | link | commenti (2)
sabato, sera, kebab

giovedì, 11 giugno 2009
Donne e nani di provincia

Dopo le provinciali accompagno la mia presidente (che tanto è sempre e comunque amica P.) alla sede di Rifondazione. Dove trovo il parterre de roi: il consigliere regionale di Rifondazione (ovvero il fidanzato, l'old-boy di amica P.) e il candidato presidente della provincia di Alessandria di Rifondazione, intenti in chiasmo l'uno a sorridere e a considerare, e l'altro a schiacciare fortissimamente F5 per refreshare la schermata dei risultati elettorali su Repubblica. Con scarsa soddisfazione, visto che in Alessandria ci sono stati seggi come il mio (lo so, io sono la crema, non complimentatemi, lo so) con il Pdl sopra il 50%. Ma io sono stato spiritoso, e quei  (fucking) 300 voti a uno scrutatore glieli ho fatti ricontare :) meglio esser sicuri. Come sia sia...  schiacciare F5 lo dico io per rendere l'idea, non so se lo sappiano che con F5 si ricarica la pagina. Anzi, diciamo che spegnevano il computer e poi lo riaccendevano ogni volta (geniale, è un'idea geniale) per vedere se fosse cambiato qualcosa, di modo che precipitiamo all'altro estremo e tagliamo del tutto la testa al toro. Che ci son sempre dei filamenti di carne e dei tendini che cercano di restare attaccati, quando si taglia la testa al toro, ma mi rendo conto in effetti di come questa sia una storia altera.
Ed erano compresibilmente disperati, con aplomb ma disperati. Io non gli sto a ire che a uno sguardo esterno vedere Rifondazione e Sinistra e libertà entrambi al 3%  senza che nessuno arrivi al 4 che abbisognava è abbastanza ridicolo. Abbastanza tanto. Noi per ora lasciamoli alla loro zattera di ripensamenti.
Nel frattempo, sempre io, ero assai compiaciuto del mio nuovo portadocumenti, che qualcuno si è perso al seggio. Oh, come ne ero compiaciuto.

Uno dei capolavori del cinema (anzi, Cinema), presentato nel '52 (o giù di lì) a Venezia (o giù di lì) e tra gli apripista di tuuuuuuuutta la cinematografia japu successiva - che voi direte potevano anche starsene a scrostare i loro parenti flashati sui muri dal gran sole di Hiroshima della bombomba atomica e invece no, Mizoguchi e Kurosawa SONO QUI!!! E RULEZzano U_U
O-Haru è una sottospecie di Cenerentola sfigatissima, che il destino palleggia tra una serie di uomini che la usano, sfruttano, deridono, scopano, cacciano ecc. Il padre, il marito, il figlio, chiunque, l'amante era un figo (per forza, era Toshiro Mifune) ma infatti muore quasi subito e causa tutto i resto; l'altro buono che trova è un fabbricante di ventagli che ovviamente... certo, ammazzato pure lui, dura il tempo di mangiarsi un gelato. Davvero, ci sarebbe di che diventar femministi. La società arcaica giapponese in cui O-Haru si trova a muoversi e lottare, o, piuttosto, esser sballottata e prenderle come un sacco da botte, non considera minimamente la prospettiva femminile, non esiste, e la donna al di là della funzione di madre o puttana. Lei svolge diligentemente i ruoli assegnati, piegandosi senza mai spezzarsi. Altro flash? BUM! Altra locandina qui.

Cappy E infine questa gif animata (ammesso che funzioni) che non potevo non mettere, del nano più nano e isterico di Anche i nani hanno cominciato da piccoli di Herzog. Notate la mia sfiducia nei vostri rispetti, dubito l'abbiate visto, per cui vi piazzo anche un poco di sonoro, la affascinantissima risata del nano stesso, nella scena finale di questo film delirante come solo possono essere tra le opere prime di registi deliranti, senza freni. Ma poi, già solo che fossero attori nani non professionisti, io dico, già solo poterlo scrivere, ATTORI NANI NON PROFESSIONISTI, a me fa ridere.
Il nano rideva, e diceva in continuazione qualcosa che in tedesco suonava come FESTE FESTE. Ah, gran film (piccolo), quello (ancor una... ops, mi è scappata, scusate, temo lo dovrò rivedere).
PS: funziona, son commosso *_* ma sentilo come ride... tanto lui è nano e matto, può *_*

Postato da: bastax a giugno 11, 2009 21:05 | link | commenti (4)